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Il digitale “strong” in azienda ora costa metà

Arriva il Bando Digital Transformation del Mise, che anticipa subito il 50% della spese in produzione smart e connessioni

Il nuovo bando Digital Transformation del Ministero dello Sviluppo punta ad aprire l’era della trasformazione digitale “strong”. Questo almeno è ciò che viene da pensare guardando le cifre in ballo. 

L’incentivo punta a sostenere la digitalizzazione dei processi produttivi delle imprese manifatturiere. E lo fa in grande stile: a fronte di un preventivo d’investimento minimo di 50.000 euro – che non è roba da tutti, ma viste le spese ammesse si fa presto ad arrivarci – riconosce il 50% dell’importo necessario. E per giunta in anticipo rispetto alle spese effettive.

Con il Bando Digital Transformation rivoluzioni il tuo modo di lavorare, praticamente a metà prezzo.

Questo quindi è l’aspetto più interessante: prima valuto quanto voglio investire, e – se supero la soglia d’investimento minimo – ricevo subito metà della somma. Che non è per niente una brutta cosa.

Anche perché sono coperti praticamente tutti gli interventi contenuti nel Piano Impresa 4.0, quindi qualcosa che interessa alla vostra azienda sicuramente c’è. Dalle soluzioni legate al mondo dell’internet of things all’additive manifacturing. Dalla realtà aumentata ai sistemi cloud e e-commerce. Dai software alla logistica smart, e tanto altro.

Piano però con gli entusiasmi. La proposta è effettivamente interessante, ma è giusto vedere subito quali sono gli aspetti cui prestare attenzione per non rimanere delusi.

Chi può accedere al Bando Digital Transformation (in breve: occhio al bilancio)

Ebbene sì, il bando Digital Transformation non è per tutti. Questione di tipologia di attività, ma anche di bilancio.

Da un punto di vista strettamente di categoria, possono fare domanda tutte le pmi del settore manifatturiero, in regola con la registrazione al registro imprese e non in stato di difficoltà economica.

In via sperimentale, in questa prima fase sono state poi integrate anche le imprese digitali che si occupano di creare soluzioni smart per favorire l’accessibilità di siti culturali e turistici alle persone disabili.

Possono fare domanda le imprese manifatturiere e le imprese digitali che si occupano di soluzioni smart per l’accesso delle persone disabili a siti turistici e culturali.

Ma un occhio va dato anche a bilanci e fatturato. Si può fare domanda solo se nell’ultimo bilancio d’esercizio l’importo di ricavi e vendite è pari ad almeno 100.000 euro. E se gli ultimi due bilanci approvati sono stati depositati presso il registro imprese.

Della serie “nessuno ti dà niente per niente”

Rispettate tutti i requisiti di cui sopra? Bene. Adesso la notizia che vi piacerà meno. Il 50% che vi viene riconosciuto dal Bando Digital Transformation infatti è così composto:

  • il 10% è un contributo diretto
  • il 40% è un finanziamento agevolato

Avete letto bene. Lo Stato vi anticipa la metà di quello che volete spendere, ma solo il 10% è un regalo, il resto è un prestito. Attenzione però, perché mica diventa un incentivo da buttare. Il prestito che vi viene accordato è interamente senza interessi.

L’azienda beneficiaria dovrà quindi restituirlo, ma potrà farlo con un piano di ammortamento a rate semestrali posticipate. Quindi prima potrà completare la propria trasformazione (e iniziare a metterla a frutto). E poi potrà cominciare a ripagare il debito, con scadenze il 31 maggio e il 30 novembre di ogni anno, fino a un massimo di 7 anni.

E se sono troppo piccolo sono escluso?

Non è detto. Questo perchè il Bando Digital Transformation dà la possibilità alle imprese più piccole di mettersi insieme. E quindi chi ha necessità di investimenti meno importanti dal punto di vista del peso economico può presentare domanda congiunta con altre realtà.  Le pmi in possesso dei requisiti di cui sopra possono fare domanda congiunta fino a un massimo di 10, grazie a un contratto che è facile da formalizzare con l’aiuto per esempio di un Digital Innovation Hub.

Ma quindi cosa finanzia ‘sto bando?

Eccoci alla parte più interessante. Allora, in linea generale il Bando Digital Transformation ammette tutti gli interventi che contribuiscono alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi. Nello specifico si parla di:

  1. tecnologie abilitanti individuate dal Piano nazionale impresa 4.0 (advanced manufacturing solutions, additive manufacturing, realtà aumentata, simulation, integrazione orizzontale e verticale, industrial internet, cloud, cybersecurity, big data e analytics). Roba tipo queste.
  1. tecnologie relative a soluzioni tecnologiche digitali di filiera, finalizzate:
  • all’ottimizzazione della gestione della catena di distribuzione e della gestione delle relazioni con i diversi attori;
  • al software;
  • alle piattaforme e applicazioni digitali per la gestione e il coordinamento della logistica con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio;
  • ad altre tecnologie, quali sistemi di e-commerce, sistemi di pagamento mobile e via internet, fintech, sistemi elettronici per lo scambio di dati (electronic data interchange-EDI), geolocalizzazione, tecnologie per l’in-store customer experience, system integration applicata all’automazione dei processi, blockchain, intelligenza artificiale, internet of things.

Il nostro parere

Vi diciamo la verità. Questo bando secondo noi non è perfetto: si parla di cifre importanti, e di approcci numerici e gestionali da realtà strutturate. Roba più da società di capitali che pmi generiche, per intenderci. Ma una volta maneggiato con cautela tutto questo, ha effettivamente i suoi perchè.

Innanzitutto, invita ad ragionare su un progetto d’innovazione d’impresa complessivo e non a spizzichi e bocconi. In seconda battuta, copre molte voci di spesa con cui sempre più realtà si sono trovate costrette a fare i conti. Tipo l’e-commerce, risorsa scoperta da molti solo durante il lockdown.

E in ultima battuta perché questo Bando incentiva sì a fare debito per investire, come molte altre misure statali, ma forse per la prima volta lo fa senza lo “spreco” degli interessi e per giunta con risorse anticipate, non rimborsate.

Per noi quindi è un’occasione che, con le dovute accortezze, va colta al volo. Certo, come tutti gli interventi strutturali di questo tipo, l’unica base solida è una connessione in fibra ottica. Cioè la linfa vitale di qualsiasi processo d’innovazione aziendale.

(E qui come sempre trovate le nostre proposte

La fibra ottica è la linfa vitale di ogni processo d’innovazione aziendale.

Come fare domanda

Un po’ di tempo c’è. La domanda infatti va presentata in via telematica a partire dalle ore 12 di martedì 15 dicembre. Il link di caricamento, non ancora attivo, sarà inserito nel sito del Ministero dello Sviluppo nelle prossime settimane.

Una buona notizia? Non è un clic-day. Tutti avranno tempo di caricare la richiesta, ma occhio: saranno premiati i progetti più aderenti alle prescrizioni della misura.

Quindi meglio non arrivare impreparati: iniziate adesso a immaginare il vostro progetto di trasformazione digitale. Magari partendo da una chiacchiera con Interplanet!

Contattateci all’800 037400 o scriveteci a info@interplanet.it per informazioni sui collegamenti in fibra FTTH.

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