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Internet Marketing Unipd, la nostra fibra… è da 30 e lode


Conosciamo Ultra Stonks, il team dell’Università di Padova che ha vinto con Interplanet la challenge per i digital marketer di domani

Una fibra da 30 e lode. Nel vero senso. Alla fine la challenge Internet Marketing l’ha vinta Ultra Stonks, uno dei team che hanno affiancato Interplanet nella sfida promossa da CNA e realizzata coinvolgendo i 140 studenti al secondo anno del corso di Comunicazione dell’Università di Padova.

La gara ha chiamato i ragazzi a testare “sul campo” le competenze acquisite durante il corso di Internet Marketing del professor Marco Bettiol, diventando per un mese consulenti a distanza di 6 imprese del territorio – tra cui la nostra – a cui proporre la migliore ricetta per rilanciare la comunicazione digitale, in particolare dopo le difficoltà legate al Coronavirus. In palio per il vincitore scelto da una giuria di esperti, il massimo dei voti e un premio di 400 euro in buoni libri.

Siamo quindi orgogliosi di ospitare nel nostro blog ufficiale la storia di questo successo, che possiamo dire di sentire in parte “nostro”. In fin dei conti anche questa è un po’ #laBuonaFibra che ci piace, quella delle imprese di sport, del sociale o in questo caso di studio, realizzate dai piccoli grandi talenti della nostra stessa comunità. Quel luogo che tutti, con il nostro impegno quotidiano, cerchiamo di rendere ogni giorno migliore.

Ultra Stonks, davvero un “stonk” coi fiocchi

«Eh, è stata davvero una bella challenge, soprattutto perché abbiamo dovuto lavorare per parlare di digitale… in una realtà già digitale per natura». Mattia Toffanin, project manager del team non nasconde la soddisfazione per il risultato ottenuto da lui e dagli altri membri di Ultra Stonks. Il team è composto da 10 giovani aspiranti digital marketers – 6 ragazzi e 4 ragazze – con il pallino dei social e creatività da vendere.

«Abbiamo trovato una realtà davvero aperta alle nostre idee, molto disponibile a fornirci tutte le informazioni che ci servivano, e anche nel darci la massima carta bianca per sviluppare quello che avevamo in mente.»

Così quello partito come un progetto formativo un po’ diverso dal solito si è trasformato letteralmente in uno “stonk”. Cioè in un mega successo.

«Il nome deriva infatti da un meme virale nei social, il meme “Stonk”, che generalmente è usato per dire che una cosa ti è andata bene».

Stonk sarebbe infatti la storpiatura goliardica della parola “stock” che indica le azioni di mercato. E se una cosa “stonka”, vuol dire che vola alle stelle. Per la gioia del “manichino” che completa l’iconica immagine social.

Interplanet, un caso di studio “tosto”

Hanno rivisitato i nostri profili social, analizzando le performance dei post e l’andamento delle reaction per ottimizzare al massimo la condivisione dei contenuti. Hanno proposto strategie per implementare la nostra Gazzetta online. Hanno reimmaginato la nostra newsletter e lanciato idee per nuovi video. Insomma, non si sono fatti mancare alcun fronte di lavoro.

«Sapevamo di avere alcune difficoltà in più, con Interplanet, rispetto alle altre aziende. E cioè da un lato il fatto che l’azienda offre servizi, già di per sé più impegnativi da comunicare rispetto a un prodotto. E dall’altro, l’esserci trovati a gestire una presenza e un’attività digitale già ben avviate. Questo naturalmente è stato uno stimolo per lavorare ancora di più».

Distanti ma uniti… dalla fibra

E poi c’è l’aspetto che ha reso la challenge ancora più particolare: per la prima volta in 5 edizioni la sfida di Internet Marketing si è corsa interamente a distanza, complice naturalmente l’emergenza Coronavirus. La presentazione, il contatto con l’azienda, i lavori di gruppo, la discussione finale: tutto in collegamento via web. Un limite, diventato un’opportunità, naturalmente alla velocità di una buona connessione in fibra.

«Questo non è stato il nostro primo progetto di squadra, ma è stato il primo interamente a distanza. Per tutto il mese di attività abbiamo fatto 2 o 3 meeting settimanali di 3-4 ore via Zoom, per confrontarci sugli avanzamenti rispetto a ogni meeting precedente, e dividendoci i compiti per il successivo. Da questo punto di vista è stato un bellissimo lavoro condiviso: tutti si sono sentiti più attenti e coinvolti, perché ognuno di fronte al proprio schermo. E poi è stato un confronto interattivo per ognuno dei partecipanti, vista la possibilità di intervenire in ogni momento e scambiare contenuti multimediali. Il più grosso vantaggio? La gestione del tempo: abbiamo lavorato senza i limiti di giorni e orari di un periodo normale. Anche se c’è una cosa che la rete non potrà mai sostituire: la birra in compagnia alla fine della giornata di lavoro!».

Altro che flop

Insomma, l’epilogo è arrivato davvero in grande stile, per un progetto partito tra mille incertezze, legate proprio al non facile contesto generale in atto.

«In effetti all’inizio il professor Bettiol temeva che si rivelasse un flop, almeno dal punto di vista della qualità dei contenuti, vista l’impossibilità di conoscere fisicamente le aziende, e di confrontarci tra noi faccia  a faccia. Invece l’abbiamo stupito, e non solo noi di Ultra Stonks. Grazie al potere del digitale abbiamo aumentato la nostra collaborazione e dimostrato che tutti possono lavorare bene e fare la propria parte nel migliore dei modi. Anche nei momenti più difficili».

E adesso che futuro professionale attende i ragazzi del team?

«Difficile a dirsi. Certo di strade aperte ne abbiamo molte davanti. Credo comunque che questa challenge abbia confermato a tutti noi come la strada professionale scelta sia quella giusta. Certamente la rotta di ognuno di noi non mancherà di intrecciarsi con lo sviluppo del web, dei social, e di tutta la comunicazione di nuova generazione. Una strada in continua, entusiasmante, evoluzione».

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