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Copernicus Hackathon, la nuova impresa… fa spazio alla fibra

L’hackathon vicentino ci ha insegnato che c’è un orizzonte infinito di possibilità per la nuova economia delle stelle. Ma una buona connessione serve come l’ossigeno.

L’abitabilità delle città del futuro. Ma anche la capacità di prevedere in anticipo catastrofi naturali. O perfino immaginare macchine capaci di renderci in grado di vivere su Marte. C’è un po’ di tutto questo e molto, molto altro tra i progetti che si sono sfidati in occasione del Copernicus Hackathon, la maratona per cervelloni promossa nel fine settimana del 15 e 16 febbraio all’interno del Digital Innovation Hub di Confartigianato Vicenza.

Un evento unico in Italia, in tutti i sensi. Il progetto, promosso in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana e dell’Agenzia Spaziale Europea, oltre alla partecipazione dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, è stato infatti realizzato con il bando dell’Unione Europea 2020. Che l’ha resa a tutti gli effetti una competizione internazionale.

 

In gara, oltre cento tra ricercatori universitari, ingegneri e startupper, suddivisi in 11 squadre multidisciplinari. Tanti i vicentini e gli italiani in generale, ma nutrita è stata anche la rappresentanza di altri Paesi, con ragazzi statunitensi, inglesi, polacchi, ciprioti, portoghesi, greci, tedeschi, egiziani e russi.

La sfida, come abbiamo ricordato lanciando l’evento, è stata davvero galattica: i team sono stati chiamati a elaborare progetti di business spaziale per le imprese locali, utilizzando i dati del programma Copernicus, la maxi rete di satelliti che ogni giorno elabora miliardi di dati osservando il nostro pianeta… dall’esterno

I vincitori

Cambiamento Climatico e Protezione Ambientale, Trasporti e Mobilità Sostenibile e su discipline quali il Machine Learning, l’Intelligenza Artificiale (AI) e la Cyber Security, le aree tematiche dell’hackaton.

Al termine delle 36 ore della sfida si è aggiudicato il primo premio il progetto S^3, dedicato alle previsioni di abitabilità delle città. Grazie ai dati di Copernicus, il sistema ideato può valutare i potenziali rischi e fattori di discomfort di un territorio, fornendo ai cittadini indicazioni utili per conoscere meglio il proprio habitat, e alle istituzioni un eventuale tornasole per intervenire con azioni migliorative.

Il premio Interplanet… vola in terra ellenica

Menzione speciale – e maxi assegno da mille euro – ai “nostri” vincitori. Come partner tecnico dell’evento, Interplanet ha infatti messo in palio un premio speciale per la migliore soluzione in ottica di Cybersecurity. E la vittoria è finita a Cipro: si è infatti aggiudicata il nostro riconoscimento la squadra Sure Defence (composta Markos Karasamanis e Charalambos Papa provenienti da Grecia e Cipro).

Una soluzione che integra le tecnologie militari ai dati di Copernicus, per garantire la massima sicurezza di trasmissione delle informazioni tra i satelliti.

La nostra fibra alla conquista dello spazio

Ma la vera “outsider” è stata ancora una volta la fibra ottica. Che ha vinto al fianco di tutti i team in gara. 113 dispositivi connessi per 36 ore consecutive, attraverso 9 access point wireless capaci di garantire ai partecipanti 1 Giga costante di banda. Tutto rigorosamente targato Interplanet.

Un orgoglio per noi, che dopo la sfida di due anni fa in Basilica Palladiana abbiamo ancora una volta fatto volare nello spazio le migliori idee che vogliono cambiare il mondo.

Una certezza per i protagonisti, che una volta in orbita con la fantasia non hanno mai perso il “contatto” con la base.

Una garanzia per le imprese del futuro che sognano di fare business con lo spazio. Lo ha ricordato Pietro Francesco De Lotto, il direttore di Confartigianato: c’è un mondo di opportunità, là fuori, per le imprese d’eccellenza del nostro territorio che vogliono decollare alla conquista delle nuove sfide promesse dallo spazio.

Basta non dimenticarsi a casa la cosa più importante: una buona connessione in fibra ottica. Che fa viaggiare davvero alla velocità della luce. E quando il business punta a raggiungere certe altitudini, serve davvero come l’ossigeno.

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