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#felicieconnessi – Gruppo Filippi


Gruppo Filippi. Il business… è tutto un programma.
Tra i principali partner Zucchetti in Italia, Gruppo Filippi è tra le prime software house ad aver aperto al mercato agroalimentare. E dalle stalle alle stelle, vola nel futuro con la nostra fibra.

 

Dalle stalle… alle stelle, sempre alla velocità della fibra Interplanet. Quando hai l’occhio lungo per la tecnologia, non ci sono limiti ambientali che tengano per fare spazio al quattropuntozero. Così perché no, pure un allevamento di animali può diventare un polo modello dell’hi-tech.

 

E questa è solo una delle sfide più incredibili affrontate con successo dal Gruppo Filippi, protagonista della sesta puntata di #Felici&Connessi @interplanet, il nostro tour alla scoperta delle grandi aziende del territorio che hanno scelto Interplanet per connettersi al futuro. Loro sono un’autentica big nella programmazione di software gestionali, praticamente senza limiti di applicabilità. E tutto è nato dall’intuizione di un giovane economista poco “nerd” ma con l’occhio lungo di fronte al potenziale esplosivo di tecnologie destinate in breve a rivoluzionare i modelli organizzativi delle imprese di successo.

 

 

Tribunali, meccanica e… Fattore C

 

«Vero – ammette con sorriso onesto Paolo Filippi, presidente e socio unico dell’azienda da lui fondata nel 2006 -, laurea in ambito economico , di programmazione oggi conosco gran poco. Anzi dirò di più, dopo gli studi ho anche provato a fare qualcosa in autonomia, ma proprio non faceva per me, non la sentivo la mia strada».

 

E suona strano per uno praticamente nato e cresciuto in questo mondo, tra schermi, tastiere e “cassoni”: i primi personal computer disseminati nel magazzino di papà, allora concessionario autorizzato Olivetti di Vicenza. Ma Paolo è uno che non ha bisogno di conoscere i calcolatori per fare bene i suoi calcoli: gli anni 2000 sono quelli del boom dell’informatica nella gestione di aziende e uffici. E con spirito intraprendente, le conoscenze giuste e una buona dose di coraggio, il progetto chiamato Gruppo Filippi prende forma.

 

«Senza dimenticare una bella botta di… fattore C. Per un po’ ho lavorato nello sviluppo dei primi gestionali, quanto è bastato per capire il grande mercato che si stava per aprire in questo settore. Quindi ho deciso di buttarmi in prima persona. Avevo un contatto con l’allora presidente dell’ordine degli avvocati di Udine, a cui sono riuscito a stilare un accordo per distribuire il software legale all’ordine degli avvocati del triveneto. Da lì è stato subito un autentico boom, e quel programma si è talmente diffuso da entrare rapidamente in uso in tutti i tribunali per il processo telematico».

 

E questo è solo l’inizio. In pochi anni la software house fa passi da gigante. Filippi si lega al colosso Zucchetti, di cui diventa partner nel territorio, sviluppando progetti sulla sua piattaforma che dal mondo legale si allargano subito a quello della produzione meccanica.

 

«Qui abbiamo cominciato ad ampliare il nostro punto di vista, di pari passo alla nostra offerta. Un’industria meccanica ha un’infinità di processi che possono essere monitorati e resi più efficienti attraverso la digitalizzazione. Dall’organizzazione del magazzino al controllo sulle commesse, dallo stato avanzamento dei processi all’evasione dell’ordine e alla gestione della fatturazione. Tutte attività che per l’impresa sono a basso valore aggiunto. Cioè richiedono tempo senza “produrre” direttamente fatturato. Ecco perché è importante ottimizzarle attraverso la tecnologia. Questo consente di indirizzare meglio sforzi e investimenti alla produzione e alle azioni commerciali».

 

La strategia è vincente, e sempre più aziende iniziano a capire che se si vogliono fare le cose per bene, è inutile riempirsi di fogli Excel. Così dopo Vicenza la Filippi ha la forza per aprire una sede prima a Padova e poi a Mantova, assumendo via via la conformazione del Gruppo odierno, arrivato a contare 890 installazioni e quasi 2600 utenti collegati, seguiti ogni giorno da un team di sviluppatori,assistenti, terzisti e liberi professionisti monomandatari di oltre 50 persone.

 

«Alla fine la nostra è una corsa continua. Corrono le tecnologie, che raggiungono sempre nuove potenzialità. E quindi corrono le aziende, che hanno esigenze in costante evoluzione. Ecco perché dobbiamo essere sempre i più veloci. Oggi la parte più importante è l’analisi dei bisogni informatici aziendali: si parte dal problema da risolvere, che poi viene girato ai programmatori. Qui generalmente la loro prima risposta è qualcosa che forse è meglio non scrivere (ride), ma che suona molto vicino a un “è impossibile”. Questa previsione dopo circa un anno di lavoro è sempre puntualmente smentita. Certo, serve investire tantissimo in ricerca e sviluppo, perché ogni giorno si scopre qualcosa di nuovo».

 
 

La banda che non sbanda

 

Ed è una corsa che va alla velocità di Interplanet, quella del Gruppo Filippi. Le tre sedi operano all’unisono, connesse dalla nostra rete in fibra Ftth. Perché chi lavora per costruire il futuro non può proprio permettersi una banda che sbanda.

 

«Non ho avuto dubbi quanto ho scelto Interplanet. Cercavo un gestore unico per tutte le nostre sedi, che ci assicurasse una linea senza sbalzi anche quando ci sono 40 programmatori in contemporanea che lavorano sullo stesso server. Noi non possiamo proprio rischiare di andare in down! E Interplanet è la sola in grado di garantire copertura, velocità e affidabilità, mettendoci direttamente la faccia. Quando ho bisogno, trovo sempre qualcuno che posso chiamare per nome. E questa credo sia la cosa più importante».

 
 

L’azienda interamente in tasca

 

Connessioni ultraveloci, internet delle cose, efficienza digitale, automazione di processi e servizi. Sono scenari incredibili quelli esplorati ogni giorno dal Gruppo Filippi, talmente vasti da poter finire… dritti in tasca.

 

«Oggi la maggiore richiesta è avere tutto a portata di dispositivo mobile. Abbiamo CRM sviluppati interamente per fornire via app i dati aziendali in tempo reale. Al commerciale forniscono tutte le informazioni utili da mostrare ai clienti potenziali. Al titolare offrono ogni tipo di statistica aggiornata sui tempi di lavorazione e sui dati di produzione o di vendita. E al partner assicurano il rispetto delle consegne: i colossi tedeschi o francesi che per esempio si affidano a terzisti meccanici in Italia vogliono essere costantemente aggiornati sullo stato avanzamento delle commesse contrattualizzate».

 
 

Stalle hi-tech

 

Il presente vede il Gruppo Filippi tra i primi concessionari italiani Zucchetti per volume d’affari. Con una crescita esponenziale, specie negli ultimi anni, in un settore in particolare: l’agroalimentare. Tutto merito di Yala, l’esclusiva piattaforma che traccia passaggio dopo passaggio l’intera filiera produttiva di carne o formaggio. E connette alla rete pure l’allevatore.

 

«Abbiamo iniziato nel 2009 a sviluppare il primo progetto per un caseificio. Allora sul mercato non c’era praticamente nulla, nonostante la tracciabilità dell’intero percorso produttivo fosse già prerogativa obbligatoria della qualità dei prodotti. 10 anni dopo, l’intera gestione dalla stalla alla stagionatura si può comandare tramite tablet. L’allevatore può raccogliere i dati del latte, indicarne la provenienza, tenere sotto controllo la maturazione del formaggio o dell’insaccato, misurarne eventuali cali di peso… Abbiamo realizzato questo prodotto grazie a un bando della Regione Veneto, e oggi siamo già il software di riferimento adottato da marchi come Latterie Vicentine, il Caseificio Sociale della Valle Camonica, le Latterie Valtellina e molte altre».

 

Ma come si porta la tecnologia in ambienti per loro natura più refrattari a seguire le evoluzioni del digitale?

 

«Chiaramente non è facile. Bisogna far percepire all’allevatore e all’imprenditore agricolo i reali vantaggi di aprirsi alla gestione digitale. E noi per favorire la loro “alfabetizzazione” abbiamo attivato 6 competence center coprendo un po’ a tutte le latitudini del nostro Paese, con l’obiettivo proprio di avvicinarli all’enorme potenziale che c’è dietro tutto questo. Più di frequente però le vere barriere sono tecniche, per esempio coordinare i diversi passaggi della produzione. Spesso infatti parte dei processi è delocalizzata in magazzini o allevamenti in posizioni raramente cablate con connessioni di livello, dall’aperta campagna all’alta montagna. Noi siamo riusciti a implementare progetti complessi di logistica remota, che può funzionare addirittura con un modem a 56k. Ma il futuro deve essere l’accesso alla banda ultralarga ovunque, senza più zone grigie».

 
 

La banca on-demand

 

E tra tanta tecnologia, non poteva mancare un occhio di riguardo per il mondo bancario e finanziario. L’ultima arrivata in casa Filippi è l’app che fa lo screening in tempo reale del grado di affidabilità di ogni cliente, per agevolare la concessione di prestiti e mutui.

 

«Uno strumento utilissimo per la banca, che può misurare subito l’affidabilità della persona già da smartphone o tablet. Ma anche per il cliente stesso, che così non perde tempo e capisce subito dove intervenire per migliorare la sua posizione. Ci hanno già scelti grossi Istituti come Banca Etica, e gruppi territoriali come Banca Patavina, la BTL di Brescia, il Credito Trevigiano e molte delle Casse Rurali della zona».

 

Il futuro è tra le nuvole

 

Non ha dubbi Paolo Filippi: da qui in avanti la strada dell’innovazione punta sempre più in alto. Anche in senso letterale.

 

«Grandi quantità di dati richiedono moli di spazio fisico difficilmente gestibili internamente. E quindi l’unica soluzione è e sarà sempre di più il cloud. Questa ulteriore spinta alla virtualizzazione delle risorse abbatterà ancora di più le barriere territoriali che ancora oggi impediscono a molte piccole aziende di fare il salto di qualità già alla loro porta».

 

www.gruppofilippi.it #felicieconnessi #fibrainterplanet

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