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TEDxVicenza, cronache di una giornata… in Transitions

Al Comunale di Vicenza anche quest’anno vanno in scena storie spettacolari di fantasia, energia, creatività. Che ci fanno sperare in un futuro migliore.

86.400 secondi. Questo è il tempo che ci viene concesso ogni giorno per provare a cambiare il mondo. Lo ricorda Benedetta Piva, fondatrice di TEDx Vicenza, al termine di un evento che ancora una volta può festeggiare il tutto esaurito. Di pubblico, di applausi, di entusiasmo. Al Comunale di Vicenza si parla proprio di come investire bene questo tempo. Perché in un mondo che cambia velocemente, o siamo bravi a fare la nostra parte o rischiamo di farci trascinare dal flusso delle Transitions. Senza poterne prevedere le conseguenze.

E in questa direzione sono tante le storie ispiratrici che hanno accompagnato un viaggio scandito da 14 speaker di livello internazionale, con vicende ed esperienze incredibili tanto quanto ricche di umanità. Abbiamo provato a riviverle con l’aiuto di alcuni dei ragazzi che abbiamo portato al TEDx proprio noi, attraverso il social contest #WeMakeTransitions.

Un evento interattivo

Quello del 2019 è un TEDxVicenza frizzante e ironico fin dalle battute iniziali, in particolare grazie all’ottima scelta per il ponte di comando. «Super la conduttrice» ci confermano dal “team Interplanet” riferendosi a Martina Dell’Ombra, al secolo Federica Cacciola, l’influencer “finta svampita” e tuttologa che usa l’ironia per raccontare l’attualità attraverso i social da un altro punto di vista. È lei a tenere il ritmo lungo le tre sessioni che vanno avanti dalle 11 alle 18.

Ed è con lei, ma non solo, che gli spettatori in sala possono dialogare, in un evento che conferma un carattere fortemente interattivo. Oltre agli hashtag ufficiali per raccontare la giornata sui social, c’è l’app per condividere in tempo reale sensazioni ed impressioni, alimentando un video in diretta che cambia colore quando scorrono rabbia, paura, speranza, entusiasmo.

Preoccupati per le sorti del pianeta

Non tutto è infatti motivo di festa, a TEDxVicenza. Il filo conduttore di molti interventi sono le sorti del nostro pianeta, e quello che che possiamo (o meglio dobbiamo) fare subito per cambiare le Transitions che lo stanno uccidendo. Ma se non manca la preoccupazione, è altrettanto vero che qualcuno ha ottime soluzioni per continuare a essere ottimisti.

Come l’imprenditrice romana Veronica De Angelis, che ha inventato una street art con vernici “mangia smog”, per rendere i palazzi delle nostre città dei giganteschi filtri d’aria colorati e meravigliosi. È lei la speaker preferita dal dal gruppo Interplanet in sala, per idee e spirito contagioso.

«Nel complesso gli ospiti mi sono piaciuti – conferma Ludovico – ma Veronica De Angelis ha decisamente superato tutti parlando di una trovata straordinaria: una vernice che esposta alla luce solare è in grado di ripulire l’aria, salvando l’ambiente e l’estetica delle nostre città»

«Veronica – aggiunge Diego – ha dimostrato come si possa coniugare arte, tecnologia e sostenibilità ambientale con delle idee talmente banali e scontate che forse proprio per questo sono praticamente impossibili da farsi venire».

Ma ci sono anche il fisico americano Mark Handerson, che crede nella fusione nucleare del sole come strada alternativa per la produzione di energia pulita. O i danesi Dan Iversen e Andreas Søgaard, che puntano a promuovere soluzioni per un’ecologia più attrattiva anche termini economici, specie nei Paesi in via di Sviluppo.

Gli applausi più calorosi però sono per la giovanissima Gabby Tan, 18enne malese membro dello Youth Council del World Oceans Day, che si batte per la salvaguardia degli oceani. Il suo scopo è promuovere una call to action che punti a invertire la rotta con un impegno dal basso.

I cambiamenti nella società

Sono tante anche le Transitions analizzate dal punto di vista della società del nuovo millennio. La scrittrice Giulia Blasi lo ha spiegato molto bene invitando le donne a essere “rivoluzionarie” per riappropriarsi dei ruoli di leader che hanno tutti le doti per fare loro. Di cinema di transizione ha invece parlato Irene Dioniso, già direttrice del Lovers film festival di Torino, che ha invitato a rompere gli stereotipi attraverso una visione differente degli stessi concetti di genere.

Le nuove tecnologie

E in tutte queste transizioni, verso il bene o verso il male, saranno sempre le nuove tecnologie ad avere l’ultima parola. A noi il compito di usarle con la giusta responsabilità. Così i social possono essere efficace strumento di marketing (lo spiega bene Veronica Civiero, di L’Oreal) ma anche canale di nuove forme di violenze (lo racconta il vicentino Davide Dal Maso, fondatore del movimento Social Warning, che si batte per un web etico).

C’è poi chi con l’innovazione salva vite, come Leonardo Alberto Dal Zovo, che ha inventato un’app in grado di aiutare i soccorsi in caso di emergenze e calamità naturali, o come Marco Ferrari, che con la sua società biotech mette a punto medicina di precisione.

Ospiti sopra le righe

Fuori dal coro e fuori dagli schemi è certamente il rider Simone Zignoli. Un “Tarzan metropolitano” che insegue avventure a bordo della sua moto. E proprio con la moto entra anche sul palco, raccontando del viaggio fatto per salvare un amico dalle maglie della tossicodipendenza.

Ma a scaldare la platea è soprattutto l’intervento di Enrico Letta. L’ex primo ministro, oggi alla guida di una scuola di formazione internazionale, ha parlato della “seconda identità” che ognuno di noi ha. Quella custodita nei dispositivi tecnologici che usiamo tutti i giorni. Quella da salvaguardare, dal rischio che i potenti possano impossessarsene per farci del male.

«L’evento in generale è stato molto ben gestito – conclude Diego – anche se forse il tema di quest’anno non è stato facile da declinare in uno speech. Molti interventi sono stati racconti di storie, più che di idee “worth spreading”. Però nel complesso sono riusciti anche quest’anno a lasciare il segno».

«Seguo TED da tempo – fa eco Ludovico – e mi ha sempre colpito molto. Il fatto che questa organizzazione raggruppi diversi speaker che discutono di idee e progetti sensibili e profondi mi affascina. Penso alla fortuna che abbiamo noi cittadini di Vicenza ad ospitare un evento così importante che va a risvegliare le coscienze dei partecipanti. L’evento è stato veramente ben organizzato, fin nei minimi dettagli. Che dire?! Una giornata stupenda che mi ha arricchito e in me ha provocato una sorta di… transition».

E quindi anche stavolta, missione compiuta con successo!

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