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Fattura elettronica, senza fibra col Fisco è un fiasco

Dopo l’1 gennaio per molte imprese resta aperta la caccia al miglior gestionale. Ma pochi hanno pensato che il vero limite rischia di essere ancora una volta il digital divide.

Una cosa è chiara: il passaggio alla fattura elettronica sarà una vera e propria rivoluzione. Che sì, potrà portare innumerevoli vantaggi. Ma almeno per un primo momento non mancherà di creare diversi grattacapi.

Nelle ultime settimane del 2018, anzi diciamo pure mesi, si è perso il conto degli incontri informativi e i percorsi di formazione promossi da enti o software house di ogni ordine e grado. L’obiettivo è stato uno solo: aiutare imprenditori e professionisti ad arrivare preparati a un passaggio digitale che, se non ben integrato da subito all’attività quotidiana, qualche fastidio rischia di darlo.

Iniziamo guardando il bicchiere mezzo pieno. Nessuno è rimasto con le mani in mano. Tutti si sono segnati in rosso la data dell’1 gennaio sul calendario, cercando di capirne il più possibile.

Questo però non è bastato a scacciare del tutto le nubi di perplessità che serpeggiano specie tra le realtà lavorative più piccole.

Cerchiamo di valutare da vicino quali timori sono motivati e quali no.


Fattura elettronica, in guardia dai software “ingannevoli”

Regola numero uno: non cedere alle sirene di molte software house che promettono gestionali dai risultati mirabolanti a prezzi irrisori. La fattura elettronica non è questione di programmi, è questione di metodo. È importante prima di tutto capirne bene i meccanismi, valutare che numeri di fatture (in entrata e uscita) tratta mediamente la nostra azienda, e quanto è “scalabile” il prodotto che siamo interessati ad acquistare.

Gli incassi non possono essere messi in discussione

Sfatiamo un mito. Una volta emessa la fattura elettronica non ci sono margini di errore che il vostro cliente può sfruttare per ritardare il pagamento. Registrato il documento nel Sistema d’Interscambio dell’Agenzia delle Entrate, l’impresa è a posto. Semmai viene da chiedersi perché l’iscrizione al Sistema non sia stata resa obbligatoria per tutti: in questo modo anche la ricezione della fattura sarebbe stata automatica. Ma se il cliente fa lo gnorri, un bel promemoria in pdf alla vecchia maniera non glielo leva nessuno. Tanto a voi per evitare sanzioni basta aver fatto la vostra parte.

Occhio al semestre di prova

Si sente parlare ovunque di sanzioni nulle, in caso di ritardi, per i primi sei mesi di rodaggio del nuovo sistema. Attenzione però. Questo è vero solo in caso di ritardi che non incidono sulla liquidazione delle imposte. Se il ritardo supera i termini della liquidazione la sanzione c’è, è solo ridotta.


Senza fibra col Fisco… è un fiasco

Proprio così. In pochi l’hanno detto, ma il vero pericolo lo corre chi… non corre abbastanza veloce sul web. Perché come detto per evitare sanzioni ed essere in regola è necessario caricare la fattura via internet sul Sistema d’interscambio dell’Agenzia dell’Entrate. Ma come la mettiamo se ti salta la linea sul più bello? Come ne esci se il caricamento è troppo corposo? Lì fatturare oltre i tempi previsti dalla legge – o non riuscire a fatturare affatto – è un attimo.

E per un Paese dove sono ancora troppe le zone grigie di una rete che viaggia ad andamento lento, o dove molte imprese che ne avrebbero la possibilità faticano ad aprirsi al cambiamento della fibra, non è cosa da poco.

Per cui il nostro consiglio è uno solo. Informatevi molto e informatevi bene; scegliete il gestionale migliore per voi e pagatelo il giusto. Ma prima ancora di tutto questo pensate a far viaggiare sicura la linea della vostra azienda. Scegliete una buona fibra, per lavorare di più e lavorare meglio.

Adesso ve lo chiede… pure il Fisco!

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