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Nuova Sabatini, tutto più semplice. Ma ancora per pochi.

La misura che copre gli investimenti delle imprese per passare alla fibra e a macchinari “smart” viene semplificata ed estesa a 3D e e-commerce. Le risorse però stanno per finire.

nuova sabatini interplanet

Nuova Sabatini, la lieta novella per le piccole imprese è che il Ministero dello Sviluppo ha deciso di allargare il ventaglio di investimenti finanziabili. Adesso potranno richiedere il contributo anche le imprese che intendono investire in ottica di realtà aumentata, ricostruzioni 3D, rilevazione telematica o drop-shipping (cioè il modello di e-commerce stile Amazon).

Inoltre il Ministero da agosto ha dato il via libera a una semplificazione delle procedure, alleggerendo il carico delle documentazioni da allegare alla richiesta. E rendendo quindi la domanda di gran lunga più semplice, anche da gestire in autonomia.  

Ora però le brutte notizie. La prima: degli 1,27 miliardi di euro complessivi stanziati dal Mise l’86% è già stato assegnato. Resta prenotabile il rimanente 14%, ossia risorse per poco più di 174 mila euro. La seconda: il contributo è sì stato prolungato per tutto il 2018, ma fino a esaurimento delle risorse. E stando ai trend dello scorso anno, i 174 mila euro rimasti rischiano di essere bruciati appena nel prossimo mese.

Ecco perché se volete approfittarne, vi conviene cominciare a informarvi.

Nuova Sabatini, che roba è?

Facciamo un passo indietro. “Nuova Sabatini” è l’altro nome della misura altrimenti nota come Beni strumentali. Cioè un’agevolazione pensata per aiutare le piccole e medie imprese a investire per acquistare macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo e hardware, nonché software e tecnologie digitali. E quindi anche connessioni in banda ultralarga.

Tu ottieni un finanziamento e il Mise paga gli interessi

Detta in altre parole, la Nuova Sabatini consente alle imprese di avere accesso a canali di credito sicuri e a condizioni agevolate.

In pratica l’impresa che intende innovarsi può richiedere un finanziamento a banche o società di leasing accreditate (qui l’elenco aggiornato delle aderenti) e ottenere un contributo dal Ministero a copertura degli interessi da pagare.

Vuoi passare alla fibra? Ecco quanto ti dà la Nuova Sabatini

Ma venendo al dunque: di che cifre parliamo? Be’, le imprese possono richiedere finanziamenti o leasing della durata di 5 anni. Con un importo compreso tra i 20 mila e 2 milioni di euro.

Sono due i tipi di investimenti che prevedono il rimborso.

  • investimenti ordinari

(nuovi macchinari “tradizionali”, ampliamenti d’azienda, ecc..)

  • investimenti in tecnologie digitali (o tracciamento rifiuti)

(connessioni in fibra ottica, big data, cloud computing, cybersecurity, robotica avanzata e meccatronica, realtà aumentata, manifattura 4D, sistemi di controllo rifiuti, ecc…

E qui viene la parte più interessante. Perché la misura del contributo è stabilita su base convenzionale. E se gli interessi annui rimborsati sono del 2,75% su investimenti di tipo ordinario, gli investimenti digitali, come passare alla fibra Interplanet dà diritto al 3,575%!

Buttiamo giù due numeri per darti un’idea? Chiedendo un finanziamento a 5 anni di 100.000 euro ottieni il diritto a un rimborso di quasi 11.000 euro di interessi versati.

A questo link puoi divertirti nello scoprire quanto ottieni in base al finanziamento che chiedi.

CALCOLA QUANTO PUOI OTTENERE

E per le Pmi questo si somma a un’altra bella opportunità: il Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, che può garantire fino all’80% del finanziamento a nome dell’azienda.

Richiedere il contributo

Per richiedere il contributo ci sono pochi passaggi importanti:

  • L’azienda deve presentare la domanda alla banca (o all’agenzia di leasing) scelta
  • La banca (o l’agenzia di leasing) verifica l’idoneità e la regolarità dei documenti
  • La banca (o l’agenzia di leasing) comunica al Ministero la prenotazione delle risorse e delibera la concessione del finanziamento
  • L’azienda investe e, a investimento ultimato, compila la richiesta per l’erogazione del contributo, che sarà riconosciuto in rate successive.

Meglio non perdere tempo

Questo paragrafo probabilmente è superfluo. Perché lo avete già intuito da voi. Meglio non perdere tempo perché i fondi rimasti sono pochi. Perché non si sa se la misura sarà prorogata. E perché per richiedere un finanziamento non occorre un progetto preventivo, ma lo si può costruire passo passo.

E allora, pronti a innovare?

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