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Spid, password unica anche per i servizi online delle imprese

L’Agenzia per l’Italia Digitale ha pubblicato le regole per le convenzioni. Ora con lo Spid si potrà avere un’identità digitale unica perfino per acquisti online

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Benvenuta semplificazione. Da oggi lo Spid è stato finalmente esteso anche alle imprese private, e così si potrà allargare la rete dei servizi digitali accessibili con un’unica password.

Non temete, adesso vi spieghiamo tutto per bene. Lo Spid, altrimenti detto Sistema Pubblico di Identità Digitale, di fatto è un “account unico” con cui gli utenti (privati cittadini o aziende) possono accedere a una rete di fornitori di servizi aderenti. Il suo sviluppo è in mano all’Agenzia per l’Italia Digitale, l’AgID.

Come funziona? Tu in pratica richiedi l’accesso allo Spid, e ricevi uno username e una password. Queste due credenziali saranno le sole che da qui in avanti dovrai ricordarti per accedere alle aree riservate di tutti gli aderenti della rete. Mai più milioni di password da memorizzare, o da farsi reinviare alla propria mail. Mai più documenti da inoltrare per accertare la propria identità. Un bel vantaggio, no?

La rete dello Spid: un obbligo per le amministrazioni pubbliche

Dotarsi del sistema di accesso tramite Spid è obbligatorio per le Pubbliche Amministrazioni. Che piano piano si stanno adeguando. Sono già quasi 4000 gli enti pubblici accreditati, e tra questi Agenzia delle Entrate, Equitalia, INPS, INAIL, i comuni di Firenze, Venezia, Lecce, Genova e le Regioni Toscana, Liguria, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Piemonte e Umbria. E naturalmente il Veneto, che per esempio ha associato il sistema al portale per i pagamenti.  

L’AgID valuta che la rete potrebbe salire addirittura a 10 milioni di aderenti entro il 2020 (stima certamente ottimistica). Resta il fatto però che la cosa piace, se è vero che già più di 2 milioni di italiani hanno richiesto la loro identità digitale unica.

Carta del docente e 18app

Il Governo ha scelto di “spiddizzare” anche la Carta del docente e la 18app, le due opportunità che consentono di usufruire di buoni fino a 500 euro per acquisti in cultura. Quindi chi ha diritto di ricevere questi contributi dovrà dotarsi di Spid per caricare i buoni sul proprio profilo.

 

Un’opportunità per le imprese

E le imprese che c’entrano? Be’, oltre a poter richiedere lo Spid come semplici fruitori – e quindi agevolare il proprio dialogo digitale con le Pubbliche Amministrazioni – da oggi avranno la possibilità di entrare nella rete come fornitori di servizi tramite Spid. In pratica tutte le attività che prevedono servizi attraverso log-in e password potranno consentire ai propri clienti di accreditarsi con lo Spid. E quindi rendere le procedure estremamente più semplici e veloci. Magari per un e-commerce, dove l’intuitività e la praticità sono indispensabili per non perdere occasioni.

Precisazione doverosa: per le pubbliche amministrazioni resta obbligatorio, mentre per le imprese sarà su base volontaria, anche se in effetti è un’opportunità interessante.

 

Come richiedere lo Spid

La procedura è molto semplice. Bastano poche informazioni e seguire le istruzioni del sito dello Spid.

 

Come diventare fornitori accreditati

Per diventare fornitori di servizi tramite Spid è un po’ più complessa. Ci sono due procedure, una tecnica e una amministrativa, e ti servirà indicare un referente tecnico e il rappresentante legale che dovrà firmare materialmente la convenzione. Ma con un po’ di pazienza e i consigli giusti, non è così impossibile.

 

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