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Web Marketing, c’è vita oltre la Serp di Google

La nostra intervista ad Alessandro Nicoli, che… ringrazia la crisi per averlo spinto a tuffarsi nel lavoro di oggi e domani. Ci racconta il web marketing secondo lui, tra credenze e falsi miti da sfatare. A fatica.

alessandro nicoli web marketing

La sua missione è semplice: creare conversioni. Ma c’è ben poco di… spirituale in quello che fa Alessandro Nicoli. Anche se ogni giorno ha un bel predicare che la Serp di Google non è l’unica cosa che conta se vuoi avere successo nel web.

L’avete intuito, stiamo parlando di web marketing. Un mondo fatto in effetti di credenze da sfatare, falsi miti, teorie dalle belle speranze e pratiche (troppo spesso) dai ben pochi risultati. Con tutto questo lavora ogni giorno Alessandro, 37 anni, originario di Cava de’ Tirreni (Salerno) ma da 20 anni professionalmente “itinerante”, con base nel vicentino.

La sua è un’altra storia di una scommessa diventata lavoro grazie alla tecnologia, dopo che la crisi un giorno ha frantumato la sua vecchia vita.

«Rientrato dall’esperienza come volontario nell’esercito ho fatto diversi lavoretti, prima di diventare impiegato logistico e capo settore in un’azienda dove ho lavorato per 10 anni. Poi è andata come per tanti altri: difficoltà economiche, fallimento, e tanti saluti. Lì ho dovuto inventarmi un lavoro, e le mie passioni mi hanno salvato».

Come te la sei cavata?

«Ho sempre amato il mondo della comunicazione e l’informatica in generale, e così ho provato ad ascoltare il mio cuore. Mi sono iscritto a un corso di 619 ore, di cui 300 da stagista non retribuito, per diventare esperto di web marketing. Alla fine del percorso uno dei docenti mi ha chiesto di mettermi in gioco e non ci ho pensato due volte, e così dal 2014 sono web marketing project manager»

 

Che tradotto…

«Il mio lavoro è orientato alla creazione di conversioni. Ovvero: aiuto le aziende a presentarsi digitalmente in modo da attirare il pubblico affinchè interagisca, creando una relazione. La cosa bella è che le competenze digitali sono fondamentali ma non bastano. Bisogna conoscere bene le dinamiche della comunicazione e della User Experience», argomento di cui tempo fa avevamo già parlato con Matteo Fanchin del Megahub di Schio.

 

Web marketing: tutti ne parlano ma pochi riescono a costruire un successo reale e duraturo. Che cosa può fare la differenza?

«I fattori sono molteplici ma la prima cosa importante è avere un’idea di business chiara e ben definita. BIsogna partire da questa analisi preliminare per capire sé stessi e il contesto in cui si entra nel web, questo fa la differenza tra un progetto vincente e uno destinato a dissolversi. Sapere cosa vuole il pubblico è fondamentale, e ogni azienda dovrebbe vendere prodotti di reale utilità. E per capire cosa è utilite oggi abbiamo a disposizione software incredibili, anche gratuiti, che realizzano report di analisi mensile per una determinata chiave di ricerca, addirittura per un singolo comune d’Italia».

Quali sono gli errori più diffusi che incontri?

«Oltre a voler essere primi su Google col proprio nome? (sorride, ndr). Scherzi a parte, gli errori più comuni sono legati alla poca chiarezza delle pagine (incoerenza tra gli intenti commerciali e gli argomenti pubblicati sul sito) e esperienza utente (UX) inesistente».

Ci fai qualche esempio di errori grossolani?

«Mi arriva un cliente, con fatturato molto importante. Bene, stava bruciando migliaia di euro ogni mese in ads, nonostante quasi il 51% delle procedure di acquisto sul suo e-commerce non veniva portato a termine. Una percentuale mostruosa! Gli utenti abbandonavano il checkout di acquisto perché nella versione mobile era poco intuitivo. Lo abbiamo scoperto in poco tempo, grazie a un software che registra le visite in determinate pagine. Da lì sono bastati pochi accorgimenti per ottenere subito risultati».

Tu parli di “reale utilità” di un prodotto o servizio. Ti sbatti spesso contro cose “poco utili”? Cosa si fa in questi casi?

«Il web ha dato tante opportunità a molte persone. Di base però per riuscire ad essere un buon commerciante online, bisogna esserlo anche nella vita reale. Qualche volta mi è capitato di imbattermi in persone che avevano progetti basati sulla realizzazione di prodotti o di servizi che, dati alla mano, non avrebbero riscosso un grande successo nel web. Ho sperato sempre di sbagliarmi, ma il più delle volte purtroppo avevano ragione le mie sensazioni. Il web è un ottimo strumento di comunicazione, non una bacchetta magica»

Come vedi il futuro del tuo lavoro? Che rapporti ci saranno per esempio tra web marketing e social?

«Penso che sicuramente cambierà qualcosa. Abbiamo già potuto notare in tanti che nel tempo è cambiato l’utilizzo dei social, cambieranno ancora tanto le dinamiche e le interazioni del pubblico con lo strumento internet in generale ma… in generale il futuro del settore lo vedo con buone prospettive. Ma rimarrà determinante avere un buon progetto, clienti che fanno la differenza, e riuscire a “farli comunicare” correttamente. Il marketing è sempre esistito e sempre esisterà, cambieranno gli strumenti ma l’interesse del pubblico per i beni di consumo che rispondono alle loro necessità non cesseranno mai d’esistere».

 

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