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Always-connected pc, e il notebook non si scarica più

Quasi 20 ore di autonomia anche con uso intenso, sempre connessi e con fruibilità immediata tipo smartphone. Gli always-connected pc sono realtà. E che realtà.

always connected pc interplanet

Chi li ritiene già la rivelazione del 2018 sbaglia. Perché gli always-connected pc non si accontenteranno di così poco. Chiamateli la Rivoluzione, semmai. Con R maiuscola d’obbligo.

È infatti su questo termine che concordano un po’ tutti, a proposito dei nuovi notebook pronti a essere lanciati sul mercato dei portatili di ultima generazione. Sulla carta potrebbe infatti non esserci storia, per device sempre online, fruibili subito e con batteria praticamente immortale.

 

Always-connected pc, l’incrocio fra un notebook e uno smartphone

Per cercare di spiegarla ai minimi termini, potremmo riassumerla proprio così. Un always-connected pc tenta di mettere assieme le caratteristiche vincenti del nostro smartphone unite alle potenzialità (e all’usabilità) di un portatile.

Un pc sempre connesso ha accensione istantanea, connettività anche in LTE (proprio quella dei telefonini) e soprattutto una batteria che può durare giorni. Pure in caso di uso intenso.

Tutto questo è il risultato della collaborazione tra Microsoft (i pc viaggiano con Windows 10 di serie) e Qualcomm. Il sistema operativo è stato infatti pensato per girare anche sui processori Snapdragon prodotti dall’azienda californiana, che sfruttano proprio l’architettura di tablet e mobile.

E così il pc si sblocca subito e ospita modem molto performanti, riducendo di gran lunga il consumo della carica. Che per esempio può consentire di guardare video ininterrottamente per 20 ore consecutive senza bisogno di collegarsi alla corrente. E il download, assicurano le case produttrici, può permettere di raggiungere oltre 1 Giga al secondo.

 

Riusciranno a fare concorrenza ai tablet?

Questa è la domanda che si fanno in molti. Perché a ben pensarci un pc con queste caratteristiche di fatto cerca di migliorare l’esperienza di chi oggi sceglie il tablet per lavorare senza i limiti di connessione o batteria. Con in più i vantaggi di uno schermo più grande e della tastiera.

I presupposti insomma ci sono, anche perché, pensateci: se oggi usate di più un device mobile è perché, prima che per essere “produttivi”, vi interessa la possibilità di essere online non appena lo volete. Che sia per controllare le mail, per caricare contenuti sui social o per lo shopping.

 

Tutto oro quello che luccica?

Piano con gli entusiasmi. Nel senso che adesso sembra tutto bello perché siamo nella fase di lancio. Gli always-connected pc saranno sul mercato a primavera e solo da allora sapremo che ne potranno pensare i consumatori. La vera sfida infatti sarà legata ai servizi e alle funzioni.

Perché mentre per esempio per i Chromebook garantiscono Google e Android, qui è tutto da vedere. Il Windows App Store è sempre stato un po’ la pecca del mondo mobile di Windows, per numeri e flessibilità di utilizzo. E siccome il vantaggio di questi pc – avendo Windows 10 – sarà la possibilità di lavorare per app, dovranno essere supportate un bel po’ di opzioni per non limitare gli utenti. Una connessione di lusso non basta, se poi non sai cosa farci.

Altra questione: come si comporteranno le telco italiane delle comunicazioni mobile? Che piani tariffari offriranno? Al momento su questo fronte si è mosso poco o nulla.

Verso l’integrazione pc-smartphone

Questa è la partita dichiarata che le grandi case hanno scelto di giocare. Computer sempre connessi, app al posto dei software, lavoro in cloud, e ora pure qualcuno che pensa di adattarli addirittura per girare video. Prepariamoci insomma a ripensare ai nostri device in modo integrato. Eccola qui la rivoluzione, comunque vada con i pc sempre connessi.

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