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Sì la tecnologia ci farà perdere il lavoro. Ma non ci lascerà disoccupati.

 

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L’intelligenza artificiale sostituirà l’uomo nei lavori tradizionali e meno gratificanti. E con internet potremo tutti aumentare la nostra professionalità a basso costo, per aspirare a un salto di carriera.

Francamente i catastrofisti hanno iniziato ad annoiare. Abbiamo capito: la tecnologia farà perdere posti di lavoro. Ce lo ricordano un po’ da tutte le parti. In Italia per esempio ci sarebbero 3,2 milioni di posti a rischio, per colpa dell’ ”ormai imminente e inevitabile” avvento dei robot. Brrr.

Va be’, intanto è tutto da vedere quanto sarà imminente. Perché si sa a che ritmo procede da noi il progresso tecnologico. A tremare davvero sarebbero i colossi industrializzati, tipo gli Usa. Qui si preannuncia l’apocalisse: 1,2 miliardi di lavori già oggi potenzialmente destinati all’estinzione. Bum.

 

Seminare il terrore con l’ovvio

È proprio questo l’effetto di certi articoli. Diffondono ingiustificate diffidenze o timori verso la tecnologia dicendo cose che a ben pensarci sono scontate. Perché in ogni epoca le scoperte industriali hanno eliminato non posti, ma tipi di lavoro.

Pensate ai venditori di ghiaccio prima dell’invenzione dei frigoriferi domestici. O alle “telefoniste” che ancora si vedono in certi film ambientati nel secolo scorso, prima dell’arrivo del telefono moderno. Preistoria.

Nulla si crea, nulla si distrugge. Tutto si trasforma.

Un’analisi più corretta infatti dovrebbe partire da questo assioma. E cioè che niente è per sempre, e nemmeno il lavoro che facciamo oggi sarà uguale a se stesso tra tre, cinque, dieci anni. Quindi sì, tutti in un certo senso siamo destinati presto o tardi a “perdere il nostro lavoro”. Almeno quello che credevamo di conoscere. 

Più onesta la valutazione di questo articolo, che ricorda come, per 1,8 milioni di posti di lavoro persi ce ne saranno 2,3 milioni di nuovi.

Le professioni destinate a estinguersi sono quelle con più bassa specializzazione. Operazioni semplici, ripetitive, che non richiedono specifiche competenze. Incarichi poco gratificanti, psicologicamente o fisicamente usuranti e a elevato grado di errore umano. Importanti, certo, finché ci danno da mangiare. Ma difficili da portare avanti per una vita intera.

Al loro posto subentrerà la necessità di nuove figure, formate e specializzate in ambito digitale, proprio per il controllo e lo sviluppo delle tecnologie in diffusione.

La tecnologia premierà le competenze

L’esperienza, la professionalità, la conoscenza del proprio mestiere, la capacità di adattamento, la creatività nel trovare soluzioni a problemi complessi. Sono tutte caratteristiche che una macchina non potrà mai sostituire. E queste continueranno a dare valore ai lavoratori di domani.   

Il cambiamento sarà graduale

Ecco poi la valutazione che passa più in secondo piano negli articoli di cui sopra. Non ci sarà nessuna fine del mondo a un’ora o a un giorno preciso. Semplicemente andremo incontro a un ricambio progressivo. Calerà la necessità di alcune professioni, e aumenterà il bisogno di nuove figure. E i lavoratori del futuro dovranno essere bravi a intercettare il cambiamento, scegliendo la giusta preparazione. Altrimenti si crea un paradosso come quello degli ingegneri che oggi non si trovano, in tempi in cui tutti parlano di giovani in crisi per il lavoro.

 

Internet, la risorsa low-cost per cambiare (con) il nostro lavoro

Ricapitolando. Il lavoro cambia per tutti, e ognuno di noi dev’essere bravo a cambiare con il proprio lavoro, mantenendo elevata la propria competenza e quindi aumentando la propria professionalità. Ok, tutto bellissimo. Ma quanto mi costa?

In realtà molto meno di quanto si possa pensare. Perché in tempi di sharing economy, tutto è condiviso e condivisibile grazie alla rete. In internet troviamo esperienze, troviamo corsi di formazione e seminari gratuiti, troviamo occasioni di contatto per accrescere le nostre conoscenze.

Insomma, troviamo tutte le risorse che ci servono. Perfino tutorial per imparare a usare i nuovi software con cui magari funzionano le stesse macchine che… vorrebbero rubarci il lavoro.  

 

Questa è la tecnologia a cui dobbiamo dire grazie. Ci toglierà le peggiori incombenze di oggi, ma soprattutto ci renderà professionisti migliori. Magari anche meglio pagati. Di certo più felici.  

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