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Ecco i Chromebook, i notebook “online” Google che sfidano Apple

 

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Costano poco, non richiedono software e negli Usa si vendono più del Mac. Siamo entrati nell’era dei Chromebook? E anche in Italia…

Già dal nome, Chromebook, capisci che l’intento di dare fastidio alla galassia “book” della famiglia Mac non è nemmeno troppo velato. Eppure c’è chi giura che in realtà sia un confronto senza storia. Perché il Chromebook sarebbe già una spanna avanti.

Almeno questo è ciò cui auspica Google, che ha lanciato sul mercato dei computer portatili questa classe di prodotti dal 2011. Da allora le cose sono cambiate eccome, tanto che quella che prima poteva sembrare l’ennesima nicchia per “Google-addicted” adesso è una realtà consolidata. E in aumento costante, se è vero che nel 2016 le vendite di Chromebook in Usa hanno superato per la prima volta quelle dei prodotti della Mela.

Cosa sono i Chromebook

I Chromebook, come detto, altro non sono che una categoria di notebook. Si differenziano dagli altri perchè montano un sistema operativo Chrome OS. Che è targato naturalmente Google, come l’omonimo browser.

Rispetto ai Mac, però non sono monomarca. Anzi. Dalla “pioniera” Samsung a HP, da Lenovo a Dell, sono già diverse le case che hanno scelto di provare a proporre linee con il sistema alternativo a Windows.

La vera differenza: l’archiviazione cloud e le app online

Ma cos’hanno questi Chromebook di così rivoluzionario? Be’, la grande differenza sta nell’archiviazione. Il sistema Chrome OS lavora infatti in cloud, naturalmente grazie al meglio degli applicativi Google integrati.

Traduzione per i meno esperti. Con un Chromebook non c’è nessun bisogno di acquistare, installare (e poi ricordarvi di aggiornare) per esempio software per la videoscrittura, presentazioni o fogli di calcolo. Per lavorare avete già a disposizione tutti i programmi in cloud di Google. Ovviamente con tutti i vantaggi del cloud-computing, di cui abbiamo parlato in questo vecchio articolo (che potete rileggere per avere le idee ancora più chiare).

Se scelgo un Chromebook quindi posso usarlo solo se è connesso?

No. È vero che se dici cloud dici internet, e quindi chiaro, il tuo Chromebook darà il meglio di sé con una buona connessione. Però le sue principali funzioni sono disponibili anche offline. Come scrivere e salvare documenti, ascoltare musica, guardare video e molto altro.

Sì tutto bello. Ma se mi servono software “extra”?

Nel caso dei Chromebook non si parla di “software”, ma di app. Come quelle che normalmente ti scarichi sullo smartphone. Ecco, il meccanismo è lo stesso: se ti serve roba particolare vai sul Chrome Web Store, dove puoi trovare applicazioni gratuite o a pagamento.

Qui può esserci una piccola criticità per chi è un po’ più tradizionalista. Perché tra le app più famose, alcune sono perfettamente supportate. Tipo Spotify. Altre, come iTunes o Skype no. E quindi bisogna valutare di passare alle alternative proposte da Google (almeno per il momento).

Ah, attenzione anche al discorso stampa. Perché da buon computer online, lavora solo con stampanti collegabili via wi-fi. Se ne avete una Usb, vedete di procurarvi un bel server di stampa.

Perché costa poco

Il prezzo è una delle carte più vincenti di questo prodottino. Perchè a parità di prestazioni rispetto a notebook e laptop superiori, viene decisamente a costare meno. Già con 200-300 euro (a salire) si iniziano a trovare proposte interessanti per lo studio o il lavoro.

Come è possibile? Be’, azzardiamo, potenzialmente per l’assenza di costi legati ai software. Se ascolti Google invece, nella guida Chromebook (che ti consigliamo di sfogliare per farti un quadro più completo), sembra quasi una… missione umanitaria XD.

Sta di fatto che al momento va così. Ed è forse un motivo in più per farci un pensierino. Occhio, al momento le versioni più “basic” peccano per la scelta del processore, ma molti assicurano che le prestazioni non ne risentono.

I Chromebook in Italia

In Italia per il momento l’accoglienza è stata tiepida. Ma forse perchè fino a oggi non c’è stata una vera e propria strategia di promozione. Anzi molta gente ancora non ne ha proprio sentito parlare. Ma date le potenzialità – e visto cos’è successo oltreoceano – il vento potrebbe cambiare presto.

Di certo trovare un Chromebook da noi al momento è dura, almeno nei negozi “fisici”. Il mercato online invece è abbastanza fornito. Anche se la scelta per noi al momento è limitata a pochi modelli. Negli Usa naturalmente va meglio, per cui se “smanettate” abbastanza bene tra i siti in english, provate a mettervi alla ricerca: l’affare potrebbe essere dietro l’angolo.

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