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ADSL e fibra, scattano i rincari Tim

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Con il mese di agosto diventano ufficiali i rincari da uno a tre euro su molti servizi a linea fissa. Vi spieghiamo perché è una sconfitta per tutti.

Cominciamo dal dato di fatto: a partire da agosto, buona parte dei servizi ADSL e fibra ottica Tim (10 profili totali) è andata incontro a rincari del canone mensile, per nuovi e vecchi abbonati.

Adesso le considerazioni, perché in effetti c’è di che riflettere. Naturalmente, lungi da noi puntare il dito per fare a gara a chi offre di più a meno. Loro sono un colosso, e per target e numeri sono ben lontani dalla nostra realtà così radicata sul territorio.

Infatti qui la questione è ben più ampia. Riguarda l’intera sfida per portare l’Italia al passo con il resto d’Europa e del mondo lungo il cammino della rivoluzione digitale.

L’obiettivo primario di ogni buon operatore – specie i più grandi! – dovrebbe essere infatti rendere accessibili le infinite possibilità delle risorse web in modo chiaro, semplice, trasparente.

Il linguaggio digitale è il linguaggio che apre le porte del futuro, per aziende e cittadini. E in un Paese che sta iniziando adesso a muovere i primi passi in questa direzione, chi lavora nelle telecomunicazioni di ultima generazione come fibra ottica e ADSL deve sempre ricordarsi che vende prima di tutto un servizio, non un prodotto. Un servizio per la collettività, verrebbe in qualche modo da aggiungere.

Abbattere il digital divide è una sfida da vincere, non l’opportunità di approfittare delle zone d’ombra nel grado di competenza di chi ci affida la sua fiducia affacciandosi per la prima volta su un mondo completamente nuovo.

I rincari Tim oggi, o la rimodulazione Vodafone sui servizi fissi e mobili, da mensili a ogni 4 settimane – decisi unilateralmente per non meglio precisate variazioni delle condizioni di mercato – suonano dunque come l’ennesima occasione sprecata per essere chiari con gli utenti fin dall’inizio. Per sfruttare sempre i “se” e i “ma” nascosti negli asterischi di contratti spesso illeggibili. Dove anche il “per sempre” non è detto che sia per sempre.

 

Il divario costi/prestazioni

C’è un dato che deve far riflettere. Le tariffe medie dei servizi di collegamento in banda larga in Italia sono più alte della media dell’Unione Europea. E questo nonostante siamo tra gli ultimi della classifica per velocità di connessione.

Il discorso cambia se si considerano le connessioni superveloci (superiori ai 100 Mb/s, quindi in fibra ottica o in fibra ottica FTTH). È l’Italia a offrire mediamente condizioni migliori. Cioè in proporzione costano molto di più servizi oggi nettamente inferiori. E viceversa.

banda larga Italia Europa

BANDA LARGA: Confronto tra i costi per i servizi di collegamento in Italia e nel resto dell’Unione Europea

 

Come leggere questo dato? Forse nella tendenza, tipicamente italiana, di puntare a vendere connessioni (sfruttando lo specchietto di un prezzo basso iniziale, e poi far scattare i rincari) senza far capire veramente l’importanza, e quindi il reale valore, di un servizio.

Come finirà?

Difficile a dirsi. Di una cosa siamo certi: noi a questo gioco non vogliamo giocarci. Per scelta, preferiamo essere chiari da subito, e dare un valore concreto ai nostri “per sempre”. Lo abbiamo dimostrato a partire da 3 anni fa, quando abbiamo scelto di non ritoccare i listini nemmeno dopo l’aumento statale dell’Iva. Un impegno che continueremo a portare avanti. Come promessa nei confronti dei nostri clienti, e prima ancora verso il nostro modo di credere nell’innovazione per tutti.

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