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Cyber attacchi, le insidie nascoste dietro alle nostre password

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Yahoo, Dropbox, gli Usa e ora la spy-story italiana: il web sembra in balia degli attacchi cyber. Però attenti: a volte ci si fa male da soli. Ecco come.

Se guardiamo al 2016 appena concluso, e a questo inizio 2017, c’è da aver paura. Sono stati oltre 3000 i cyber attacchi registrati a livello mondiale. Dagli account violati di Yahoo, alle mail della Clinton. Dall’hackeraggio di Dropbox fino alla spy-story della politica italiana.

Un giro da 2,2 miliardi di dati sensibili trafugati, come evidenzia il sito ItEspresso nella top ten dei cyber attacchi dell’ultimo anno.

Insomma, in un mondo sempre più digital le nostre informazioni sono in pericolo? Posso essere tranquillo quando navigo sul mio sito di home banking? Posso continuare a condividere foto personali in cloud? O leggere da mobile mail di lavoro? O fare acquisti online con la carta di credito?

Allora, facciamo un po’ di chiarezza. La guerra tra sviluppatori e hacker esiste da quando esiste l’informatizzazione di massa. Anzi, da quando il web occupa sempre più spazio nella nostra vita personale e lavorativa, il controllo delle informazioni fa ancora più gola. E quindi gli attacchi aumentano.

In un gioco al continuo rialzo, da un lato c’è chi lavora per rinforzare le barriere e dall’altro chi continua a cercare nuovi modi per eluderle. Quindi la sorveglianza resta alta.

In mezzo ai due “eserciti” contrapposti c’è l’utente. Che naturalmente parteggia per i buoni, ci mancherebbe. Ma a volte può, inconsapevolmente, favorire i cattivi.

Occhio all’allegato

Dopo la scoperta del cyber spionaggio ai danni della politica italiana sui social spopola l’ironia. Ma come sono riusciti gli hacker a mettere sotto scacco – a loro insaputa – le vittime? Con una semplice mail. Al suo interno un allegato con estensione *.exe, che se cliccato installava nel pc un software malandrino.

 

Password: sceglierla bene e differenziare

Lo sappiamo, la password è l’incubo di molti utenti web. Questo perché non esiste ormai service online che non chieda un’iscrizione con annesso login. Però è bene non utilizzare gli stessi codici su più servizi, altrimenti la cyber spia con un unica stringa potrà accedere a tutti gli spazi web della nostra vita privata.

E poi, ancora più importante: scegliere a password giusta! Perché, pare impossibile, ma volete sapere qual è stata nel 2016 la password più usata nel web? 123456, naturalmente.

E al secondo posto? Una ben più originale “123456789“. Qui potete farvi due risate, con la top 25 completa. (A meno che la vostra password non sia tra queste… in quel caso rimediate subito!)

Ok, direte, però come faccio a ricordarmele tutte, tenuto conto che ne avrò come minimo una ventina? Dal codice pin del telefono al bancomat, dalla casella mail di lavoro al profilo social? Dall’account del pc al sito di annunci?

Semplice, usando magari una delle tante cassaforti virtuali che esistono nel web. Tipo KeePass per esempio, facile e gratuita. Un programmino da scaricare dove inserire tutti nostri codici di accesso, protetti da un’unica master password. Ricordata quella, il gioco è fatto.

Non avete fantasia? Tranquilli, c’è pure la funzione di generatore automatico di password sicure.

 

Software aggiornati e strong authentication

Non smetteremo mai di ripeterlo. Aggiornate regolarmente i vostri antivirus. Ma non solo. Spesso le insidie si annidano anche dietro i mancati aggiornamenti del browser, delle app nel telefono, e perfino nei più comuni programmi installati nei nostri pc.

Ah, un altro buon consiglio? Attivate il sistema di strong authentication, che alcuni servizi mettono a disposizione (per esempio le banche, ma non solo). La logica è quella di mettere assieme una cosa che conosci (la password), una cosa che hai (un oggetto fisico, come il telefono a cui ti viene inviato un messaggio di accesso) o una cosa che sei (una tua caratteristica, tipo l’impronta digitale). Attraverso il controllo multiplo i furti di identità sono nettamente molto più difficili.

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